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Depressione post partum, mamma uccide i tre figli: verità atroci sui diari

mamma depressa con neonato

Una storia terribile è emersa e ha come protagonista una mamma che ha ucciso i suoi tre figli. Il caso di Lindsay Clancy.

Una mamma che uccide i suoi tre figli: questa la drammatica storia che è tornata alla ribalta nelle pagine delle notizie di cronaca. Si tratta del caso Lindsay Clancy, infermiera statunitense di 36 anni accusata di aver ucciso i suoi tre figli nel gennaio 2023 negli Stati Uniti. La donna, che soffriva di gravi disturbi psichici dopo la nascita dei bambini, è ora sotto processo e rischia l’ergastolo.

avvocato parla con giudice in tribunale

Il caso Lindsay Clancy: i dettagli

Una madre di 36 anni ha ucciso i suoi tre figli a causa, a quanto pare, della depressione post partum. La vicenda arriva dagli States dato che si è riaperto il processo per la donna. La difesa ha chiesto l’assoluzione per infermità mentale, sostenendo che al momento dei fatti fosse affetta appunto psicosi post partum. In questo caso, sarebbe destinata a una struttura psichiatrica.

Secondo quanto riportato dal Guardian, nel dicembre 2022 la Clancy era stata inserita in un programma dedicato alla depressione post partum e ricoverata in una clinica. Durante il percorso avrebbe raccontato a uno psichiatra di sentire la voce di un uomo che le ordinava di uccidere i figli e poi togliersi la vita. Appena 19 giorni dopo le dimissioni, la donna strangolò Cora, 5 anni, Dawson, 3 anni, e Callan, di soli otto mesi.

La situazione appare ancora più complessa considerando le numerose terapie farmacologiche seguite da Clancy: assumeva infatti 13 diversi psicofarmaci, tra antidepressivi, antipsicotici e sonniferi. Il giorno precedente alla tragedia era stata inoltre visitata online dalla dottoressa Jennifer Tufts, senza che fosse individuato ciò che sarebbe accaduto.

Nelle ore precedenti agli omicidi, Clancy aveva trascorso del tempo con i figli, arrivando a costruire insieme a loro dei pupazzi di neve. Quando il marito Patrick uscì per andare a prendere la cena, la donna rimase sola con i bambini. Li uccise utilizzando dei lacci e successivamente tentò di suicidarsi gettandosi dalla finestra del secondo piano. Sopravvisse, ma riportò una paralisi dalla vita in giù.

Le verità emerse dai diari della donna

Anche il suo diario e i messaggi inviati alla madre documentano una condizione di profondo disagio, con riferimenti a pensieri suicidi, insonnia e alla paura di restare sola. Patrick ha confermato in tribunale la gravità della situazione, raccontando di aver conosciuto i pensieri distruttivi della moglie e di averle persino domandato se stesse pensando di uccidere i figli.

La difesa sostiene che non si trattasse di semplice depressione post partum, ma di psicosi post partum, una condizione molto più rara. Le diagnosi ricevute da diversi medici, tuttavia, erano state differenti e non avevano prodotto un quadro unitario.

Patrick Clancy ha inoltre avviato un’azione legale contro i medici che avevano seguito la moglie, accusandoli di incompetenza. Parallelamente sono nate teorie prive di fondamento che attribuivano all’uomo la responsabilità degli omicidi. Patrick ha respinto questa ricostruzione e ha dichiarato di aver perdonato Lindsay, ritenendo che la tragedia sia stata provocata esclusivamente dai suoi gravi problemi di salute mentale.

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ultimo aggiornamento: 30 Agosto 2026 10:32

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